Presentazione
Durata
dal 1 Febbraio 2019 al 5 Giugno 2026
Descrizione del progetto
Sempre più spesso gli alunni della Scuola Primaria presentano una serie di difficoltà che interferiscono significativamente con il successo educativo e formativo: difficoltà di ascolto attivo e passivo, difficoltà di concentrazione, bassa autostima nucleare, difficoltà di gestione della frustrazione, difficoltà nell’assumere la prospettiva altrui (ToM), difficoltà nell’adozione di adeguate strategie di coping.
Tali difficoltà spesso sono legate ad un vero e proprio analfabetismo emotivo, che in età evolutiva ostacola lo sviluppo della capacità di esprimere adeguatamente e di gestire le proprie emozioni. La capacità dei bambini e dei ragazzi di gestire le emozioni costituisce una delle Life Skills individuate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 1993), ossia una delle competenze di vita che rendono la persona capace di trasformare le conoscenze, gli atteggiamenti ed i valori in reali capacità, cioè sapere cosa fare e come farlo. In particolare, questa Life Skill si traduce in una “competenza che porta a comportamenti positivi e di adattamento che rendono l’individuo capace (enable) di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni” e, quindi, in un importante fattore di protezione, di impulso all’apprendimento e di promozione del benessere a scuola. Da qui nasce l’esigenza di sviluppare e potenziare anche a scuola l’intelligenza emotiva dei bambini, come definita da Goleman nelle sue 5 componenti chiave (autoconsapevolezza, autoregolazione, motivazione intrinseca, empatia e abilità sociali; “una complessa miscela in cui hanno un ruolo predominante fattori come l’autocontrollo, la perseveranza, l’empatia e l’attenzione agli altri”, 2008) e come insieme di capacità essenziali alla loro vita relazionale, culturale e sociale. Il primo fondamento dell’intelligenza emotiva è l’autoconsapevolezza, che nasce dalla capacità di dare un nome alle emozioni (proprie ed altrui), imparando a riconoscerle e a rispettarle. La mancanza di autoconsapevolezza emotiva genera nei minori uno scarso controllo sui sentimenti, in particolare su quelli di rabbia, di ansia e di tristezza, con conseguenze disfunzionali sul piano della vita scolastica e sociale, sul piano della capacità di apprendere e sul piano delle relazioni con gli adulti e con i coetanei. Lo scarso sviluppo dell’intelligenza emotiva dei bambini rappresenta un ostacolo alle loro possibilità di crescita sul piano sociale e culturale e impedisce loro di “apprendere dall’esperienza” (Bion, 1972). La ricerca scientifica ha messo sempre più in luce che esiste una correlazione positiva significativa tra analfabetismo emotivo e atteggiamenti di oppositività, di irrequietezza, di chiusura comunicativa, di demotivazione all’apprendimento e di bullismo e le neuroscienze cognitive e affettive hanno evidenziato la stretta connessione esistente tra funzioni cognitive e funzioni emotive e, di conseguenza, il ruolo fondamentale che le emozioni assumono nell’apprendimento (Immordino-Yang, 2017).
Oltretutto, le abilità emozionali rappresentano una componente essenziale dell’adattamento socio-affettivo del bambino in quanto, apprendendo strategie per fronteggiare la frustrazione, la collera, le paure e lo sconforto, egli avrà maggiori risorse per reagire alle avversità e per stabilire relazioni positive con altre persone (Di Pietro, 2014).
A quanto detto deve aggiungersi che la Legge n. 22 del 19 febbraio 2025 promuove lo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali (come empatia, gestione delle emozioni, problem solving) nei percorsi delle scuole, con l’obiettivo di migliorare il successo formativo, di contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa e di favorire un apprendimento più completo.
Posta questa premessa (background), il progetto si propone di realizzare gli obiettivi generali elencati nella sezione “Obiettivi” attraverso una serie di metodologie evidence based:
– Discussione in classe, secondo il paradigma dell’apprendimento per scoperta e della co-costruzione della conoscenza (Ajello, Pontecorvo, Zucchermaglio, 2004), talvolta attivata dalla visione di un film utilizzato come stimolo
– Lettura di favole/fiabe come stimolo alla discussione e alla condivisione di significati
– Cooperative learning
– Attività ludiche (M. Di Pietro, 2014)
– Role playing (J. Moreno, 1934)
– Circle time (D. Francescato e A. Putton, 2001/2023)
– Problem solving (P.P. Heppner e C.J. Krauskopf, 1987)
– Modeling, relativamente all’acquisizione del metodo senza perdenti per risolvere i conflitti (A. Bandura, 1986; T. Gordon, 2013)
– Mindfulness per bambini (E. Snel, 2015)
Obiettivi
OBIETTIVI FORMATIVI GENERALI
Il presente progetto si propone di contribuire all’alfabetizzazione emotiva e allo sviluppo delle abilità emozionali dei bambini, fornendo loro strumenti adeguati per il riconoscimento, l’accettazione e la gestione delle proprie ed altrui emozioni, presupposto ineludibile per ridurre le tensioni e gli agiti aggressivi e provocatori (spesso causati da una scarsa tolleranza alla frustrazione), per l’elaborazione positiva degli inevitabili conflitti che sorgono all’interno del gruppo classe e per favorire rapporti di comunicazione e di cooperazione con i coetanei e con gli adulti.
OBIETTIVI FORMATIVI TRASVERSALI
Stimolare l’insight critico e riflessivo degli alunni, promuovere nei discenti l’attitudine a indagare e a porsi domande rispetto a sé stessi e all’ambiente sociale, sviluppare e potenziare l'ascolto attivo e le abilità comunicative e argomentative dei bambini.
Partecipanti
Per il primo anno di erogazione (A.S. 2024-2025), tutti gli alunni delle classi IIIA e IIIB della scuola Primaria "Giovanni Randaccio".
Per il secondo anno di erogazione (A.S. 2025-2026), tutti gli alunni delle classi IVA e IVB della scuola Primaria "Giovanni Randaccio".